
Partirei ricordando le tappe che vi hanno portato all’attuale collocazione sul mercato.
Arteco nasce nel 1987 nel settore delle schede elettroniche per controlli industriali. Il proprietario dell’azienda aveva a suo tempo interessi molto articolati anche su rami di attività assai diversi tra loro: tra questi segnaliamo CISA, che ha fatto maturare all’azienda un’incisiva esperienza nel mondo della sicurezza passiva.
Dopo la vendita di CISA nel 2000, Arteco ha deciso di reinvestire nella sicurezza sul versante videosorveglianza, ma attingendo dal know-how elettronico industriale già maturato e riorientando le collaborazioni consolidate nel tempo con istituti di ricerca (ENEA, IFM) con i quali si collaborava per l’elettronica industriale.
Da qui la collaborazione con Gianfranco Turchetti, che proviene dal mondo della ricerca ed è ora Direttore tecnico di Arteco, che ha portato in pochi anni allo sviluppo di un sistema innovativo, versatile, user-friendly e particolarmente stabile.
Quanto alle strategie commerciali, siamo partiti orientandoci in prevalenza sulle grandi gare d’appalto, per riposizionarci poi su un target diverso nel 2006, creando cioè rapporti di partnership con system integrator, installatori, impiantisti ed istituti di vigilanza.
In proposito, segnaliamo un problema molto sentito dagli installatori: la concorrenza commerciale della produzione. Oltre ad un servizio ed un’assistenza non sempre effi cienti. Quali sono le vostre politiche?
Arteco si muove su un rapporto di assoluta trasparenza con i propri clienti – che preferiamo definire “partner” – con i quali costruiamo relazioni durature e reciprocamente profittevoli, nel pieno rispetto delle diverse professionalità. La linea di distribuzione è organizzata al 100% in modalità indiretta: Arteco non ha quindi interlocuzioni commerciali dirette con
l’utente finale. Il servizio è del resto la chiave di volta della nostra professionalità.
Il nostro supporto aziendale è non solo tecnico e progettuale ma anche commerciale e di marketing. Vantiamo un centro assistenza attivissimo e sempre disponibile per garantire tempestività ed estrema competenza nelle risposte e di norma la prima installazione viene realizzata al fianco stesso del partner. Le politiche di partnership che instauriamo sono basate su programmi formativi che prevedono una familiarizzazione progressiva con la tecnologia ma anche momenti dialogici di scambio per consolidare e confermare nel tempo il rapporto di fi ducia. Ci teniamo infine a ricordare la nostra eccezionale disponibilità al conto visione, che talvolta si protrae anche per mesi, perché l’obiettivo è far testare direttamente al partner l’affidabilità del dato tecnico fornito, senza limitarci a fornire schede tecniche e cifre.
ARTECO IVS è tra i pochi operatori italiani orientati all’innovazione, alla ricerca e alla customizzazione delle offerte. Ma la qualità in Italia paga?
Sì, purché una produzione di qualità sia affiancata da una spinta commerciale corretta.
Per converso si paga sempre lo scotto dell’anticipazione dei tempi: tuttavia le fughe in avanti rispetto al reale assorbimento del mercato sono connaturate al lavoro di chi produce e investe in ricerca e sviluppo. Ed Arteco investe fino al 60-70% delle risorse in R&D.
Quali sono, al momento, i key driver nel segmento della videosorveglianza?
Poiché un sistema di videosorveglianza non può ormai prescindere dalla rete, il key driver tecnologico sta nel concetto stesso di rete, declinato in tutte le possibili accezioni.
In primis la remotizzazione – e quindi la rete – è ormai una richiesta imprescindibile per qualsiasi tipo di applicazione, dalle più semplici alle più complesse. D’altro canto la tecnologia è progredita sul fronte dell’interazione con la rete (le telecamere si fanno sempre più performanti ed “ecologiche”). In termini di rete mobile, Arteco ha sviluppato un sistema estremamente flessibile, che prescinde totalmente dal canale di comunicazione dati verso l’utente. La rete è quindi essenziale, ed in termini di configurazione, orientamento alla rete e flessibilità il prodotto ARTECO IVS è un sistema estremamente spinto, pur non tradendo le sue origini analogiche. Peraltro il sistema è integrabile sia in IN che in OUT (è quindi gestibile con altri software e contemporaneamente può integrare qualsiasi tipo di periferiche).
In termini di trend, i segnali vanno chiaramente verso l’integrazione con tecnologie differenti. Un altro elemento di successo è la capacità di sartorizzare il prodotto sulla base delle specifiche esigenze che vengono avanzate dalla clientela.
Arteco da tempo si propone al mercato come solution provider, in un’ottica di customizzazione dell’offerta. Il forte orientamento al servizio ed alla clientela si evincono dalla stessa ricerca prodotta internamente, spesso orientata proprio sulla base delle istanze che percepiamo dai partner e dalle personalizzazioni che ci vengono richieste. I nostri sistemi assorbono molte delle conformazioni che ci vengono dettate dal cliente.
La parola chiave è quindi sempre integrazione. Vogliamo specificare in che senso i vostri sistemi di videosorveglianza attiva sono integrabili in e out e con quali vantaggi?
La connettività dei sistemi ARTECO IVS è un aspetto progettuale trattato con grande attenzione. La nostra soluzione offre un’elevata compatibilità verso svariati tipi di telecamere verso il campo (PAL analogiche, IPcam, PTZ, WiFi, termiche o megapixel. Le telecamere brandeggiabili o PTZ sono controllate secondo i protocolli più diffusi) e di canali di collegamento verso l’utente (gli allarmi sono notificabili per mezzo dell’interfaccia video, tramite diffusori sonori, via SMS o e-mail con trasmissione delle immagini via Web e Videfonino). I nostri sistemi possono quindi essere installati ex-novo o su impianti preesistenti (mantenendo il sistema passivo e aggiungendo il dispositivo “attivo” ARTECO IVS in parallelo e utilizzando gli stessi segnali video, senza raddoppiare le telecamere). Tra i vantaggi segnaliamo: un livello di attenzione elevato e costante nel tempo grazie alla proposta delle sole scene di potenziale pericolo, e la minimizzazione dei falsi allarmi grazie a potenti filtri che limitano la generazione di eventi ridondanti.
Quali sono gli applicativi ideali per questi sistemi?
Finora ci siamo concentrati prevalentemente sulle applicazioni hi-end: metropolitane; istituti per lungodegenti; musei;
impianti di potabilizzazione; istituti di vigilanza; stabilimenti industriali. Circa un anno fa abbiamo però percepito un segnale di interesse da parte del mondo piccolo professionale (gioiellerie, tabaccherie, ecc) ed abbiamo conseguentemente allargato la gamma rimodulando il sistema “verso il basso” per aprirlo – anche in termini di costo – ad applicativi low-end.